Guida al trekking sulle montagne dello Svaneti in Georgia sara caulfield

Guida al trekking sulle montagne dello Svaneti in Georgia

Chi mi segue su Instagram sicuramente sa già quanto questo viaggio in Georgia (ma soprattutto sullo Svaneti) sia stato importante per me e come sia entrato prepotentemente nella top 5 dei miei viaggi preferiti. Ho rotto le scatole a tutti per giorni, online e offline 🙂

Guida al trekking sulle montagne dello Svaneti in Georgia sara caulfield

La parte iniziale del viaggio è stata quella del trekking sullo Svaneti, che all’inizio non avevo nemmeno considerato. Pensavo, “Mh sì, vado in Georgia a vedere le città, le cose, i posti, le genti”, ma poi facendo ricerche ho scoperto che una delle attività più incredibili da fare in Georgia è proprio il trekking. La Georgia è ricoperta da catene montuose per quasi la totalità del suo territorio, quindi quale posto migliore di questo per fare due passeggiate tra i boschi? In realtà non si è trattato proprio di fare due passeggiate, il trekking è stato molto duro e impegnativo.

Guida al trekking sulle montagne dello Svaneti in Georgia sara caulfield

Ero partita con un po’ di timori, perché il 99% delle persone a cui avevo detto «Ehi, vado in Georgia a fare trekking sul Caucaso da sola per quattro giorni dormendo a caso nei villaggi dei georgiani» mi avevano risposto «Sei pazza». Chiaramente non prevedevo una passeggiata di salute nel posto più tranquillo del mondo, soprattutto considerando il fatto di non aver mai fatto una cosa del genere prima. Sì, di passeggiate in montagna ne avevo fatte, ma mai un’esperienza del genere abbastanza al limite delle mie potenzialità. Non ero allenata per un trekking di più giorni, né avevo l’attrezzatura adatta e soprattutto non sapevo cosa avrei trovato.

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Lo Svaneti è uno dei siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO, composto da panorami suggestivi, gole profonde, fiumi con acqua gelida che scende direttamente dai ghiacciai, montagne altissime, cime innevate, natura incontaminata e vallate spettacolari. Le strade tortuose attraversano i villaggi con le loro tipiche torri e si ha la sensazione che il tempo si sia fermato. Qui tutto è diverso, gli svani hanno la propria lingua e le tradizioni, il loro stile di vita, la loro architettura, il loro cibo. Ho amato ogni millesimo di secondo del mio viaggio, per me è stato assolutamente indimenticabile.

Mi sono preparata come faccio sempre, leggendo informazioni in giro per il web sul percorso che avrei fatto, quello da Mestia a Ushguli, che è poi il trekking più suggestivo e famoso di tutta la Georgia.

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Quando andare?
La stagione migliore per questo trekking è da giugno fino alla fine di ottobre. Ogni periodo ha i suoi pro e contro. A giugno si può godere di uno scenario verde con fiori che sbocciano, ma potrebbero esserci piogge frequenti. A ottobre il panorama è suggestivo col fogliame autunnale, ma i giorni sono già molto più brevi e più freddi e ci si può aspettare le prime nevicate. Il periodo migliore è forse durante luglio e agosto, ma è anche il momento in cui in cui lo Svaneti è più frequentato dai turisti.
Io sono stata lì negli ultimi giorni di ottobre e ho avuto la fortuna di trovare sole e cielo azzurro per tutto il tempo, un clima splendido nemmeno troppo freddo. La mattina partivo col piumino e con tutti i miei strati tattici, ma poco dopo ero già in maniche corte. Onestamente non so come avrei fatto se avessi trovato pioggia e neve (che sono arrivati proprio il giorno dopo essermene andata). C’erano pochissimi turisti (ne avrò contati forse otto in totale), quindi per me la condizione migliore proprio perché volevo essere assolutamente DA SOLA.

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Come arrivare a Mestia
Il trekking parte da Mestia, il paese più grande dello Svaneti. Io sono arrivata lì da Kutaisi via Zugdidi con la marshrutka. Il tragitto è lungo e tortuoso e per arrivare a Mestia dovrete comunque per forza passare da Zugdidi e cambiare mezzo, non importa quale sia il vostro punto di partenza. Da Kutaisi a Mestia sono circa cinque ore di strada, alle quali vanno aggiunte le varie attese per la marshrutka, l’autista parte un po’ quando je pare, fa soste non richieste di tot minuti e si ferma a salutare gente che conosce lungo la strada. Ok. Il viaggio non sarà dei migliori, ve lo dico subito. Gli autisti (come tutti i georgiani, del resto) guidano come i pazzi, fumano nel van, corrono e boh, sembrava di stare in una puntata di Fast and Furious. Penso di aver ripetutamente rischiato la vita durante sorpassi matti su strade a una corsia in curva col dirupo accanto, ma per fortuna sono ancora qui a raccontarlo.

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Il percorso
Il trekking Mestia-Ushguli è pensato per essere completato in quattro giorni con i seguenti stop.
Giorno 1: Mestia – Zhabeshi
Giorno 2: Zhabeshi – Adishi
Giorno 3: Adishi – Iprali
Giorno 4: Iprali – Ushguli

Io l’ho finito in tre giorni invece, toccando queste tappe.
Giorno 1: Mestia – Chvabiani
Giorno 2: Chvabiani – Khalde
Giorno 3: Khalde – Ushguli

Farlo in tre giorni è stata una decisione abbastanza hardcore, soprattutto perché ho deciso di fare giorno 2 e giorno 3, che sono i percorsi più duri dell’intero trekking, in una volta sola e sono arrivata a Khalde un secondo prima che facesse buio pesto. Davvero not the best idea, ma l’ho fatto.

Qui sotto vi metto un grafico delle vette ed elevazioni dell’intero percorso da Mestia a Ushguli. Quei due picchi sono stati i momenti in cui mi sono maledetta, perché, come potrete vedere, la pendenza è davvero notevole.

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Il percorso totale è di 56,9 km, si arriva a toccare un picco massimo di altezza di 3106 mt fino a una massima discesa di 2102 mt.

Non consiglio di partire per il trekking il giorno stesso in cui si arriva a Mestia, perché arriverete comunque troppo tardi, farà buio presto e sarete stanchi. Considerate un giorno in più quindi e partite con calma la mattina dopo.

È sicuro lo Svaneti?
Io ero sola, ma durante il percorso ho incontro altre (poche) persone che stavano facendo anche loro il trekking. Non mi sono mai sentita in pericolo, chiaramente ho cercato di stare il più attenta possibile, perché nel mio caso, se fosse successo qualcosa, sarei stata abbastanza fottuta lì da sola. Ho quasi sempre avuto la copertura di rete (avevo una sim card locale con internet), quindi ero bene o male in contatto col mondo. Avevo letto che per le donne sole non è il massimo della sicurezza, ma, di nuovo, io non ho avuto alcun problema.

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È un percorso difficile?
Io non ero assolutamente allenata per un trekking del genere, ma sono allenata in genere perché faccio sport. Se non muovete un muscolo nella vostra vita forse pensateci due volte prima di fare questa cosa. Non è un percorso facile, perché non si tratta di una passeggiata, ma di un trekking abbastanza duro. C’è chiaramente di peggio, ma come avete potuto vedere sopra le inclinazioni sono folli e i chilometri da macinare ogni giorno sono tanti. Soprattutto una volta partiti si deve assolutamente raggiungere il prossimo villaggio, perché nel mezzo c’è solo ed esclusivamente la montagna.

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Come fare a non perdersi
Una dritta fondamentale per non perdervi sulle montagne e per seguire il percorso giusto è scaricarvi sullo smartphone l’app All Trails. Senza sarà impossibile rimanere sul sentiero, perché i cartelli delle indicazioni sono rarissimi e i segni che indicano il percorso non sono sempre presenti o sono poco visibili.

Dove dormire
Durante il percorso si dorme nei villaggi a casa dei georgiani. È  meraviglioso e super folcloristico! Si può anche dormire in tenda volendo, ma su questo non so proprio darvi consigli. Nei piccoli villaggi che troverete ci sono guesthouse prenotabili online che sono incredibilmente economiche. Vi offrono vitto e alloggio e vi prepareranno pure il pranzo al sacco da portarvi durante il trekking il giorno dopo. Io non ho prenotato nessuna camera in anticipo e ho comunque trovato sempre posto, essendo bassa stagione. Se andate a luglio o agosto magari bloccate l’alloggio prima per non rimanere fregati. Secondo me i locali alla fine vi troveranno un posto dove dormire, ma potrebbe non essere l’opzione più comoda.

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Cosa portare
Le guesthouse vi forniranno asciugamani, cibo e coperte. Io avevo sempre acqua e qualche snack con me che avevo comprato a Mestia in caso di fame improvvisa, ma come dicevo prima, vi daranno sempre del cibo da portare con voi, senza contare che cene e colazioni saranno super abbondanti.
Per quanto riguarda il trekking avrete bisogno di semplice attrezzatura da escursioni in montagna. Le scarpe da trekking dovranno essere super confortevoli e l’abbigliamento rigorosamente a strati.
Uno zaino comodo è fondamentale, perché ce lo avrete addosso tutto il tempo. Alcune persone lasciano il bagaglio principale a Mestia e fanno il percorso con uno zaino più piccolo con lo stretto necessario per i pochi giorni del trekking, tanto comunque a Mestia bisogna per forza tornare. Non ci sono dei posti dove poter lasciare il vostro zaino a Mestia, dovrete chiedere all’albergo dove alloggiate se può tenervelo.
Il sole picchia forte sui monti, quindi una crema solare potrebbe servirvi. Io dopo tre giorni ero abbronzatissima.

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Non so descrivere quanto importante sia stato per me il viaggio in Georgia, ma soprattutto aver intrapreso questa sfida incredibile che è stato il trekking Mestia-Ushguli. Non dico che mi ha cambiato la vita, ma quasi. Ci ripenso spesso, non me lo levo dalla testa. Ed è bellissimo così.

Spero di aver toccato tutti i punti per fornirvi una guida completa per il trekking sullo Svaneti. A breve scriverò anche qualcosa sul percorso vero e proprio e sulle varie tappe che ho toccato io, perché ogni momento che ho trascorso sullo Svaneti merita un racconto.
Per qualsiasi altra info chiedete pure.

4 thoughts on “Guida al trekking sulle montagne dello Svaneti in Georgia”

  1. Ciao Sara avevo visto le tue storie quando eri lì e vorrei fare anche io una cosa simile. Ho 22 anni, adoro camminare e viaggiare da sola ma l’unica cosa che mi mette un po’ d’ ansia è il pensiero di trovarmi davanti qualche animale cattivo (già i cani selvaggi mi mettono un po’ in difficoltà). Tu non avevi paura?

    1. Ciao e grazie! Partendo dal presupposto che sono abbastanza coraggiosa devo dirti che sì, ogni tanto ho pensato che qualche animale strano potesse sbucare da qualche cespuglio, ma la voglia di esplorare era maggiore e quindi forse sono completamente matta, ma me ne sono fregata 😀

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