24 ore a Yangon

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Yangon è stata la prima tappa del nostro lungo viaggio in Myanmar, ma direi piuttosto fermamente, l’ultima che ci ha entusiasmato. Non fraintendetemi, ci sono luoghi meravigliosi da visitare anche a Yangon, ma direi che non ha paragone alcuno col resto delle città che abbiamo visitato nel paese. Anzi, ve lo dico con estrema sincerità, se non avete molto tempo durante il vostro viaggio e dovete eliminare una tappa, secondo me, eliminate Yangon. Se avete molti giorni a disposizione invece, fermatevi anche qui, ma non più di una notte direi.

Yangon è la tipica metropoli asiatica sporca, polverosa, rumorosa, busy, piena di traffico, con le case fatiscenti e una miriade di gente in strada che vende di tutto. Però qua e là spuntano le meravigliose pagode dorate e sembra tutto più bello. Avendo subito l’invasione britannica potrete apprezzare come l’architettura coloniale degli edifici antichi sia ancora onnipresente, mixata con quella locale.

Cosa fare

Di pagode e Buddha dorati ce ne sono a bizzeffe a Yangon e se voleste visitarli tutti ci vorrebbero giorni interi. A mio modesto parere le pagode sono abbastanza simili tra loro, concentratevi quindi nel fare cose diverse nelle vostre ventiquattr’ore in città.

Shwedagon Pagoda
È considerata la pagoda più sacra del Myanmar intero, contenente le reliquie di quattro Buddha diversi. La pagoda è immensa e il complesso in cui sorge vastissimo. Quattro diversi ingressi portano al gigantesco stupa dorato situato al centro del complesso e circondato da altri piccoli templi tutti sorvegliati dai tipici guardiani leoni. Ci sono Buddha in ogni angolo, altre piccole pagode, tempietti vari e la cosa che mi ha colpito di più è che i locali vengono qui non solo per pregare, ma anche per passare il tempo tra di loro e pranzare all’ombra dei templi. L’onnipresenza dell’oro è impressionante. Oro ovunque e in tutte le forme. Non a caso il Myanmar è chiamato “the golden land”.

Floating Pagoda
Camminando un po’ dalla Shwedagon Pagoda si raggiunge il lago Kandawgyi passando per delle stradine piene di vita.

Il Kandawgyi è un lago artificiale ricoperto per buona parte da fiori di loto e circondato da giardini verdi. Il lago, come purtroppo la città stessa, è estremamente sporco e inquinato. Su lato estremo del lago si trova la Floating Pagoda, ovvero una pagoda galleggiante che però non è possibile visitare, ma solo osservare dalla parte opposta del lago da un ponte di legno spaventosamente instabile (le assi di legno si sbriciolano letteralmente sotto i vostri piedi, i grossi chiodi arrugginiti, che dovrebbero tenerle insieme, sono tutti sgangherati e sbucano pericolosamente fuori).

Sule Pagoda
Questa pagoda si trova nel cuore di Yangon e fu costruita ancora prima della famosa Shwedagon Pagoda, durante il periodo del Buddha. Si staglia nel mezzo di una rotonda in centro città, circondata da palazzi piuttosto malridotti. Come la maggior parte dell’Indocina e del sud est asiatico, anche il Myanmar ha ricevuto fortissime influenze indiane, dovute alle invasioni da parte dell’India del sud, che possiamo ritrovare spesso nelle forme d’arte e religiose, come nella Sule Pagoda.

Bogyoke Aung San Market
A circa quindici minuti a piedi dalla Sule Pagoda raggiungiamo il Bogyoke Aung San Market, un mercato che vende di tutto, esteso su diversi livelli. Nel tragitto a piedi non perdetevi i caratteristici vicoli perpendicolari alla strada principale e fateci un giro se volete vedere la vita vera dei locali. Baracchini ambulanti di cibo, case mezze distrutte, gente che lavora o semplicemente passanti. È tutto ultra interessante da vedere.

Si arriva così al mercato che è composto da un edificio principale in stile coloniale su due piani dal quale partono numerosi tunnel coperti e scoperti pieni di gallerie d’arte e di negozi che vendono di tutto (gioielli, antichità, vestiti, souvenir per i turisti). Lo street food non manca mai e nemmeno i piccoli monaci che, col loro secchiello di latta in mano, passano di negozio in negozio cantando delle canzoni religiose e chiedendo offerte per il monastero. Se foste interessati lì vicino si trovano anche centri commerciali più moderni, che però non erano la nostra meta e quindi non abbiamo visitato.

Yangon è stato il nostro primissimo impatto col Myanmar. Abbiamo incontrato persone genuine, gentili e sorridenti, siamo entrati in contatto col cibo locale (speziato e pieno d’aglio!) e siamo rimasti a bocca aperta per i suoi luoghi meravigliosi. E ancora non avevamo visto niente di questa terra dorata.

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