Un weekend a Varsavia: cosa fare e cosa mangiare sara caulfield

Un weekend a Varsavia: cosa fare e cosa mangiare

Quando trovi un volo a 30 euro non puoi non comprarlo subito ed è proprio grazie a questo che mi sono passata un bellissimo weekend a Varsavia. Era un po’ che volevo visitare la Polonia (e soprattutto mangiare i loro fantastici ravioloni di carne, i pierogi), quindi ho colto la palla al balzo e sono partita.

Un weekend a Varsavia: cosa fare e cosa mangiare sara caulfield

Un weekend è il tempo ideale per girare la città e non perdersi nulla. Il freddo si è fatto sentire di brutto (ci sono stati picchi di -16 gradi percepiti il primo giorno), ma questo è il prezzo che si deve pagare per vedere Varsavia sotto il meraviglioso periodo natalizio tra mercatini, luci e mega alberi addobbati. Il tempo è stato soleggiato, il che ha reso il freddo meno freddo (più o meno).

Il mio airbnb si affacciava proprio sul famoso Palazzo della Cultura e della Scienza, una palazzone di 237 metri che ospita musei, teatri, sale congressi e uffici e che fu donato alla Polonia dall’Unione Sovietica. Un dono piuttosto controverso che ricorda i legami con la Russia di Stalin e che fu centro di numerosi dibattiti che si chiedevano se demolire o meno il palazzo, appunto simbolo di un oscuro passato. Storia e politica a parte,  il Palazzo della Cultura e della Scienza è una struttura decisamente imponente situato in una zona a mio avviso perfetta per esplorare la città, perché a metà strada tra le aeree di interesse. Al trentesimo piano c’è un osservatorio dove si può godere di una vista sconfinata della città.

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La mattina mi sono svegliata e ho deciso di affrontare il gelo incredibile per andare a fare colazione da Wedel, una delle cioccolaterie più famose (se non LA cioccolateria per eccellenza a Varsavia). Ce ne sono varie sparse per la città, gli arredamenti sono meravigliosi e la selezione di cioccolata e di torte super ampia. Sicuramente essere capitata sotto Natale e aver visto le sale addobbate a festa ha reso il posto ancora più bello ai miei occhi. Io ho fatto colazione con una mega cioccolata calda con panna, cornetti caldi e croccantissimi (tra i più buoni che abbia mai mangiato, e ne ho mangiati di cornetti) con burro e cioccolata da spalmare.

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Poi dopo mi sono incamminata versa Stare Miasto, ovvero la città vecchia imbattendomi in un sacco di posti interessanti da fotografare, tipo qui sotto la galleria nazionale di arte contemporanea e la via Reale che porta alla città vecchia, costeggiata di chiese, statue e case bellissime.

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Poco prima di arrivare alla piazza del Castello, la piazza dove sorge il Castello Reale, mi sono fermata alla chiesa di Sant’Anna per vedere i magnifici interni e per salire sul campanile per una vista splendida sulla città vecchia e sul fiume Vistula, in quei giorni pieno di iceberg che galleggiavano sulla superficie.

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Scesa dal campanile e attraversata la piazza dove si trova il Castello Reale e un mega albero di Natale al centro, mi sono avvenurata senza meta dentro a Stare Miasto perdendomi nelle viette.

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Anche Varsavia ha la sua sirenetta, una sirena guerriera in questo caso, il simbolo della città.  Secondo la leggenda, molto tempo fa una sirena stava risalendo il fiume Vistola in direzione della capitale, quando decise di riposarsi un po’. I pescatori furono  rapiti dalla sua bellezza e dal suo canto e quando la creatura venne fatta prigioniera da un ricco e malvagio mercante, uno di essi accorse in suo aiuto. In segno di gratitudine, la sirena fece la promessa di proteggere tutti i pescatori e tutti gli abitanti di Varsavia. Syrenka (com’è conosciuta in città) è raffigurata con in mano una spada e uno scudo: in qualità di protettrice, infatti, è sempre pronta a combattere. Nella parte inferiore del corpo, dove normalmente si trovano le gambe, spuntano due code.

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Da lì poi continuando a camminare si raggiunge Barbacane, la fortificazione da cui si accede alla città nuova. Sulla via per il ghetto ebraico mi sono imbattuta nel monumento all’insurrezione di Varsavia che si trova davanti alla Cattedrale dell’Esercito Polacco e ricorda le migliaia di martiri della rivolta di Varsavia del 1944. È infatti uno dei monumenti più importanti e significativi della città.

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La strada per il ghetto da qui è piuttosto lunga, ma io amo camminare e soprattutto camminare quando sono in viaggio, per potermi mischiare ai locali. Il paesaggio comincia a cambiare e dai palazzi colorati e particolari si passa a un’architettura di stampo brutalista, tipica sovietica.

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Dopo il ghetto ho deciso che era il momento di pranzare e ho fatto tappa in un posto davvero particolare, dove vivere un’esperienza decisamente unica, il Bar Mleczny Familijny (o bar latteria). È situato a Nowy Swiat, una delle vie principali di Varsavia ed è fondamentalmente, a dispetto del nome, una mensa sovietica che anticamente era riservata agli operai e dove si può mangiare cibo 100% polacco. È un posto decisamente spartano, si spende pochissimo (io ho mangiato una zuppa per 1 euro) e sempre pieno di persone del posto. Appena si entra sulla destra c’è il menu appeso al muro su dei cartelloni, tutto esclusivamente scritto in polacco. Io non ho perso nemmeno tempo a capirci qualcosa e ho chiesto a una ragazza dietro di me cosa potessi ordinare di super tipico. Questa mitica ragazza ha ordinato per me alla cassa a una donnona polacca che non parla inglese, ho pagato e poi mi sono messa in fila al bancone in attesa della mia zurek, ovvero una zuppa di farina di segale, legumi e patate con uovo e salsiccia. Il locale è sempre stracolmo, quindi è normale dividere i tavoli con altre persone. Mangiare qui è stata una figata per me, amo sempre tantissimo fare quello che fanno i locali e poi la zuppa era buonissima (anche se decisamente poco instagrammabile).

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Più tardi ho raggiunto una mia amica alla città vecchia per una passeggiata per i mercatini di Natale, dove alle bancarelle si possono comprare oggetti tipici e souvenir e mangiare snack polacchi, come il famoso e buonissimo oscypek, un formaggio affumicato polacco cotto sulla brace.

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Prima di cena abbiamo fatto insieme una mega merenda a base cappuccino e trodlo con Nutella e dopo finalmente ho potuto assaggiare i famigerati pierogi.

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Siamo state da Gosciniec, uno dei migliori ristorati polacchi per assaggiare le loro specialità. Oltre ai pierogi di carne cotti nel burro, abbiamo preso anche i pyzy ziemniaczane ripieni di carne, una sorta di patate bollite con la carne dentro e il bacon sopra. Era tutto ultra-iper-delizioso.

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Poi camminata digestiva su Nowy Swiat che di sera è super viva, piena di ristoranti, bar e negozi aperti fino a tardi.

Il giorno dopo abbiamo deciso di iniziare leggere (ma quando mai?) e siamo andata a fare il brunch da Charlotte Menora, un café carinissimo dove ti portano barattoli su barattoli di cioccolate diverse, tra cui quella meraviglia di crema di cioccolata bianca. Spaziale.

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La mattinata è stata dedicata al parco Łazienki che abbiamo raggiunto a piedi facendo una lunga, ma piacevole camminata. Il parco è grande circa 76 ettari tra laghetti ghiacciati, palazzi meravigliosi e distese di alberi. Il Palazzo sull’Acqua è decisamente il più suggestivo, proprio perché sembra sorgere dal lago che gli fa da cornice con i suoi numerosi cigni e papere. All’ingresso c’è anche una grande statua di Chopin, adorato come poche persone al mondo dai polacchi e piazzato praticamente ovunque.

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Dopo il parco abbiamo fatto tappa al quartiere Praga, nella fattispecie nella zona vecchia del quartiere Praga, la zona malfamata e fatiscente, un po’ il Bronx di Varsavia. È sicuramente una zona alternativa da vedere e qua e là si possono scovare murales dipinti da vari artisti. Non passateci troppo tempo però, perché non c’è molto da fare.

Un weekend a Varsavia: cosa fare e cosa mangiare sara caulfield

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Un’altra delle mie fantasie mangerecce polacche era la zapiekanka, la loro “pizza”, cioè una specie di baguette croccante con sopra formaggio fuso e funghi. Secondo voi m’è piaciuta? Sì, m’è piaciuta pure questa.

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La missione del pomeriggio era assolutamente trovare la chiesa dove è conservato il cuore di Chopin. A quanto pare sul suo letto di morte a Parigi Chopin chiese che il suo cuore fosse separato dal corpo e custodito in Polonia, sua terra natale. Da quel momento, il corpo del pianista è sepolto nel celebre cimitero parigino di Père Lachaise, mentre il suo cuore pare sia stato chiuso in un barattolo pieno di cognac per poi essere contrabbandato da sua sorella, che oltrepassando la frontiera russa lo recapitò infine a Varsavia. Una volta lì, il cuore di Chopin è passato per le mani di diversi suoi parenti prima di essere chiuso in una colonna della chiesa barocca di Santa Croce, nel centro di Varsavia. Nel 2064 il cuore verrà riesumato per essere controllato.

Accanto alla chiesa di Santa Croce c’è la statua di Copernico e sulla piazza su cui sorge è raffigurato il sistema solare coi pianeti e le orbite.

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Per chiudere in bellezza queste due giornate a Varsavia abbiamo cenato da Zapiecek, ristorante polacco anch’esso famoso per la sua ottima cucina locale, per un’altra fantastica cena a base di pierogi di carne con salsa al formaggio (sì, ancora, se potessi anche tutti i giorni) e placek ziemniaczany, ovvero pancake di patate (tipo un mega rösti, per intenderci) con gulasch di carne. Un sogno.

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Varsavia me l’aspettavo bella, ma non così tanto e soprattutto so long and thanks for all the pierogi.

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6 thoughts on “Un weekend a Varsavia: cosa fare e cosa mangiare”

  1. a saperlo prima… io vivo a Varsavia! visto che mi hai aiutato con il Giappone ti avrei aiutata stravolentieri con la tua gita qui 🙂 sara’ per la prossima, contenta ti sia piaciuta!

    1. Ciao Claudia, mannaggia 🙁 guarda, io voglio già tornare in Polonia, quindi magari ci sarà davvero una prossima volta!

  2. Ti consiglio vivamente le seguenti città in Polonia, oltre alla ultra turistica Cracovia: Poznań, Wrocław, Łódź e il trio Gdańsk, Gdynia e Sopot e d’inverno Zakopane è fighissima! Ci sono anche i pączki da provare, che sono tipo dei krapfen enormi con vari ripieni, quello classico è con la marmellata di rose. Sempre bellissimo leggere i tuoi post 😉

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