Dove dormire in Giappone Sara Caulfield

Dove dormire in Giappone

La questione del dove dormire in Giappone è piuttosto diversa dalla maggior parte delle altre destinazioni al mondo, dove basta scegliere un albergo o un AirB&B e passa la paura. In Giappone ci sono anche altri tipi di sistemazioni che troverete solo lì e che vi faranno provare delle esperienze diverse e uniche.
Io le ho provate tutte e consiglio sempre di passare almeno qualche notte in un alloggio che sia diverso dal classico hotel, proprio per capire fino in fondo la cultura del posto. Non vi annoierò quindi con paragrafi su alberghi et similia, perché non è quello che voglio consigliarvi, bensì pernottamenti alternativi per un viaggio indimenticabile.

Ryokan

I ryokan sono le locande tradizionali giapponesi con camere con tatami e futon. Non sono necessariamente all’interno di case antiche come in ‘memorie di una geisha’ (i ryokan decisamente più belli, ma anche più costosi), moltissimi si trovano dentro palazzoni di cemento, ma che comunque all’interno mantengono le caratteristiche fondamentali del ryokan. I pavimenti sono fatti di tatami (tradizionale pavimentazione giapponese composta da pannelli rettangolari, costruiti con un telaio di legno o altri materiali rivestito da paglia intrecciata e pressata) e si dorme nel futon (il materasso tradizionale della cultura giapponese, interamente in cotone, sottile e arrotolabile) steso a terra. Se entrate nella stanza e non trovate il futon per dormire non allarmatevi. Quando non usato viene arrotolato e riposto nell’armadio. In quell’armadio troverete anche il necessario per fare il tè e lo yukata, un kimono leggero da camera che potrete indossare in stanza o per girare per il ryokan, ma mai al di fuori di esso. L’arredamento è completamente diverso da quello occidentale e tutte le azioni si svolgono per terra. Le sedie non hanno le gambe, ma la seduta tocca il tatami oppure spesso le sedie sono semplicemente dei cuscini e i tavoli sono più bassi per essere usati con queste sedie particolari. Solitamente i bagni sono condivisi (ma non preoccupatevi, sono pulitissimi) e troverete l’immancabile ofuro, ovvero la tradizionale vasca da bagno giapponese riempita di acqua bollente nella quale immergersi solo dopo essersi accuratamente lavati con delle docce. Nel prezzo di una notte in ryokan spesso è inclusa anche la colazione, anche questa tradizionale. Niente cappuccino, cornetto, uova o bacon. La colazione giapponese che vi verrà servita qui è una colazione a base di zuppe, riso e pesce.
Quando alloggio nei ryokan amo la sensazione di tradizione che trovo in queste case.

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Minshuku

Il Minshuku potrebbe essere un’opzione più economica del ryokan, è una sorta di bed and breakfast a conduzione familiare. In base al minshuku che sceglierete potrete avere trattamenti di mezza pensione o anche pensione completa. Il bello di questa sistemazione è che avrete un contatto diretto con i gestori e quindi un esperienza locale al 100%. Potrete vedere come vive una famiglia giapponese e assaggiare i piatti della tradizione che cucineranno anche per voi. Dimenticatevi però il sushi o il ramen che mangiate al ristorante. La cucina giapponese è incredibilmente ampia e quella che servono in Italia è forse il 20% di quello che realmente mangia la popolazione. Bene, alloggiando in un minshuku avrete l’occasione di provare piatti mai assaggiati prima.
Ho alloggiato in un minshuku per caso sull’isola di Rishiri, in Hokkaido. Eravamo in un minimarket e chiesi alla commessa dove fosse possibile passare la notte, un signore che era lì a fare spese mi sentì e mi domandò se fossimo interessati al suo minshuku. Fu una bellissima esperienza, soprattutto perché Rishiri è un’isola piccolissima e super tradizionale, quindi il valore del nostro pernottamento si è moltiplicato per mille.

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Capsule Hotel

Questa sistemazione è piuttosto controversa e posso capire che non possa essere l’ideale per molti, ma sarà decisamente un’esperienza unica. Il capsule hotel è proprio quello che dice il nome, si dorme in una sorta di piccola capsula. O in un loculo come al cimitero, sì. Questi hotel sono destinati per lo più a una clientela maschile (in alcuni le donne non sono proprio ammesse, in altri invece donne e uomini dormono in piani separati e in nessun capsule hotel insieme), perché nascono come alloggio di emergenza per gli impiegati che, restando in ufficio fino a tardi, perdono l’ultimo treno per casa e sono costretti a pernottare in città. Alcuni sono molto costosi per i comfort che offrono, ma generalmente tutti sono forniti di radio, tv, presa di corrente e sveglia. I bagni sono chiaramente in comune e i bagagli si lasciano in degli appositi armadietti esterni. Il ‘loculo’ è pulitissimo, comodo, abbastanza spazioso per starci da seduti e, secondo me, nient’affatto claustrofobico (ma questo è molto soggettivo). Il lato aperto da cui si entra non è chiuso ermeticamente, ma con una tenda.
Io ho alloggiato in un capsule hotel nel mio viaggio in solitaria a Okinawa. Ero di passaggio nella capitale Naha prima di raggiungere le isole e ho voluto provare quest’esperienza. Certo, preferisco il comfort di una stanza vera e propria, soprattutto perché non alloggio mai in ostelli né dormitori (non mi piace l’idea di dormire in una stanza con degli sconosciuti), ma non mi sono trovata affatto male nel capsule hotel. Magari di nuovo solo per una notte, ma lo rifarei.

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Internet Café

Dovete passare una notte fuori che non avevate programmato e non volete passarla in albergo? Siete di passaggio e non volete buttare soldi in una camera di hotel? Allora usate l’internet café! O meglio, come li chiamano loro, i Manga Kissa. Questi centri, per chi vuole passare del tempo in poltrona a leggere manga o a navigare su internet, offrono anche delle piccole (minuscole) stanze con un computer dove passare la notte. Ovviamente non è un albergo, non vi sarà fornito nulla, non avrete un letto, né degli asciugamani. È un posto aperto 24 ore su 24 dove la gente passa tantissimo tempo e, se si fa tardi, pernotta. Ci sono dei bagni, spesso anche delle docce e delle amenities varie tipo spazzolini usa e getta, rasoi, cotton fioc eccetera. Si paga a ore oppure, nel caso decidiate di passare la notte lì, potrete usufruire della tariffa forfait. Ci sono macchinette per le bibite o per le merendine in caso di necessità, ma non dimenticate che in Giappone i minimarket (i cosiddetti conbini) sono ovunque e sempre aperti.
Io ho passato una notte da sola in un manga kissa e devo dire che, a meno che si presenti un’emergenza, è un’esperienza che non rifarò. Ho passato la notte in una stanzetta da un metro per un metro le cui pareti non arrivavano al soffitto, ma erano alte solo un paio di metri, al gelo dell’aria condizionata, coperta solo dal mio cappotto, con rumore ininterrotto e luce sparata negli occhi su un tatami duro come il marmo. Quando mi sono alzata non ero certo un fiore, però diciamo sono una che prova tutto nella vita!

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Love hotel

I love hotel sono gli alberghi a ore per le coppie o per la prostituzione. Sì, proprio così. Non ho mai alloggiato in un love hotel, ma non escludo di farlo un giorno per pernottare in un posto alternativo. La cosa bella dei love hotel è che spesso le camere sono a tema, quindi decisamente diverse da quelle degli alberghi qualsiasi. Nonostante quello che si possa pensare di un albergo a ore pare che questi siano pulitissimi, confortevoli e anche economici. E infatti ormai vengono spesso usati semplicemente per pernottare.

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