Le mie calamite preferite sara caulfield

Le mie calamite preferite

Ah, le calamite. La mia ossessione. Il titolo del mio blog non è un caso. Ne prendo una in ogni città che visito, è un rituale che non può essere ignorato. Le scelgo con cura, devono essere belle, caratteristiche del posto e con il nome della città scritto sopra. Purtroppo non tutte rispecchiano i parametri che mi aspetto e a volte, in località un po’ sfigate, nemmeno si trovano. E infatti qualcuna mi manca. Addirittura, se non trovo la calamita, compro il portachiavi (a volte più facile da reperire) e lo faccio diventare calamita, incollandoci dietro un magnete. Ve l’ho detto che sono pazza.

Da brava psicopatica affetta da disordine ossessivo-compulsivo l’altro giorno le ho catalogate (sì, ho proprio scritto ‘catalogate’) e ho notato con gioia di aver raggiunto quota 181 allegre calamite. Cacchio, centottantuno è un signor numero!
Ovviamente conto di portare avanti l’espansione di questa numerosa famiglia di magneti carini, ma per ora ho pensato di fare il punto su quali siano le mie preferite. Sul mio profilo Instagram una ragazza mi chiese di sceglierne cinque e raccontare una storia a loro collegata. Ho subito pensato che fosse un’impresa impossibile, non si può scegliere, dai, come si fa. Ma poi mi ci sono messa e ne ho elette cinque. Credo non siano proprio le mie preferite (perché non credo davvero di poter fare torto alle altre), ma queste hanno vinto alcune per la forma, altre per il ricordo a loro collegato.

Barentsburg
Le mie calamite preferite sara caulfieldQuesta è la calamita più bella tra quelle prese a Svalbard. Chi mi conosce sa quanto io sia affezionata a quel viaggio e credo sia il mio preferito in assoluto. Andare a cercare gli orsi polari, scendere sotto terra camminando dentro infiniti tunnel di ghiaccio, correre per le valli su una slitta trainata da cani, incontrare le renne che passeggiano tranquillamente in città, vedere il sole ventiquattr’ore su ventiquattro, visitare città fantasma tra i ghiacci e navigare nel mar glaciale artico sono tra le cose che mi hanno emozionato di più al mondo. Questa calamita l’ho presa nell’unico minuscolo negozio di souvenir di Barentsburg, quando pensavo di non trovare nemmeno l’ombra di qualcosa del genere. Immaginatevi una città nel ghiaccio, dove vivono solo 500 persone (per lo più minatori russi e ucraini), dove non c’è rumore e non vedi nessuno per le strade, beh non pensi che vendano le calamite. E invece!


Hawaii
Le mie calamite preferite sara caulfield
Parliamo di un’altra isola, parliamo delle Hawaii. Non avevo grandi aspettative, anzi credevo che le Hawaii fossero davvero sopravvalutate e invece sono rimasta ultra sorpresa. Alle Hawaii si può vedere l’arcobaleno quasi ogni giorno e direi che già questa motivazione potrebbe bastare. I panorami sono mozzafiato, la vegetazione è così verde e l’oceano così blu come mai visti prima. Ci sono distese infinite di campi di ananas e palme altissime, scogliere a picco sull’oceano in tempesta, il cibo è squisito e poi lì ho finalmente fatto l’immersione con la gabbia tra gli squali in mare aperto. Il sogno di una vita. Ho vissuto le Hawaii come una locale grazie ai miei amici di lì, quindi davvero non avrei potuto chiedere di meglio. Poi La calamita secondo me è meravigliosa, perché riprende il tema delle locandine vintage delle compagnie aeree di qualche anno che a me fanno impazzire.


Penang
Le mie calamite preferite sara caulfieldVabbè dai, un’altra isola ancora, quella di Penang in Malesia. Un viaggio in solitaria per un weekend lungo durante il quale tutte le destinazioni più “fighe” erano sold out e allora ripiegai su Penang. Ricredendomi, anche qui. Penang è splendida, offre un bel mare, chilometri di spiagge bianche, giungla incontaminata (dove ho incontrato un drago di Komodo che passeggiava allegramente mentre facevo hiking), persone carinissime e infine Georgetown, un vero gioiello patrimonio UNESCO. Questo viaggio mi ha insegnato a non prendere mai il sole sul bagnasciuga con le spalle rivolte verso il mare, perché la marea sale presto e le onde possono facilmente raggiungerti, assalendo te, il tuo zaino e soprattutto il tuo iPhone che morirà in una lenta agonia. La calamita è un omaggio allo street food di Penang, il cibo più buono di tutto il sud est asiatico, fidatevi, come Penang non ce ne è.


Noboribetsu
Le mie calamite preferite sara caulfieldQuesta piccola cittadina termale dell’Hokkaido è assolutamente meravigliosa e tappa obbligatoria di ogni viaggio nel nord del Giappone. Ci sono un’infinità di piscine naturali dove potersi immergersi e la Jigokudani, ovvero la Valle dell’Inferno dove tra acque sulfuree, attività vulcaniche varie e terme naturali, sembra davvero di stare a casa di Satana. La scelta di questa calamita è stata, come dire, collettiva. Ero nel negozio di souvenir ed ero così indecisa su quale magnete prendere, che ho chiesto consiglio ad alcune vecchiette giapponesi, anche loro lì nel negozio. Le vecchiette erano indecise pure loro, tanto che hanno chiesto consiglio ad altri clienti e persino al proprietario. Alla fine eravamo in otto a sentenziare. La scena è stata esilarante per il mio amico che viaggiava con me: immaginatemi accerchiata da adorabili anziani giapponesi mentre disquisiamo su calamite souvenir.


Hong Kong
Le mie calamite preferite sara caulfieldNonostante io non sia una grandissima fan di Hong Kong, amo questa calamita presa per pochi dollari al Ladies Market di Mongkok. Oltre al fatto che è bellissima, mi ricorda quando mi trovavo in città per il capodanno cinese, forse la festa più sentita di tutte lì. Invece di scendere nelle iper mega ultra affollatissime strade per vedere i fuochi d’artificio, noi eravamo comodamente seduti nella nostra stanza d’albergo davanti a un mega finestrone che dava sulla baia e da Hong Kong Island ci siamo goduti i venti minuti ininterrotti di fuochi su Kowloon. Provate a immaginare lo spettacolo: una baia di notte nella quale si riflettono i fuochi sparati esattamente davanti a te. Avendo visto spesso i fuochi d’artificio che vengono sparati durante i festival estivi in Giappone non credevo ci potesse essere qualcuno che li facesse meglio. E invece c’è, quel qualcuno sono i cinesi.

8 thoughts on “Le mie calamite preferite”

  1. Davvero stupende, potresti fare altri post sulle calamite, gli aneddoti sono curiosi. Quella del castello di Osaka della foto in alto mi piace molto!

  2. Sempre interessante! Ora dovresti fare le 5 calamite ( si fa per dire) che ti piacciono meno !! Io colleziono palline di neve dei posti e anche io se dico che una mi piace mi sembra di fare torto alle altre mie piccole bambine !

  3. Sei stata alle Svalbard! ❤❤❤Ora vado a leggermi quel post. Un buon proposito per il 2018 potrebbe essere leggermi tutto il blog e i tuoi libri. 🙂

  4. Che bello questo post, per le calamite (anch’io le colleziono) ma soprattutto per gli aneddoti (la storia di Noboribetsu è dolcissima). Mi piace come scrivi, come racconti i posti …. a volte sembra di essere lì anche a me! . Grazie ♥

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