Saragozza: cosa vedere e cosa mangiare sara caulfield

Saragozza: cosa vedere e cosa mangiare

Sono stata a Saragozza per lavoro e ne ho ovviamente approfittato per fare un giro in città, nonostante la Spagna non sia tra le mie destinazioni preferite nel mondo.

Non ho avuto moltissimo tempo libero, quindi ho cercato di vedere il più possibile, grazie anche alle luce delle lunghe giornate estive. Fortunatamente la città è molto piccola e si gira benissimo a piedi, quindi sono riuscita a smarcare tutte le cose che volevo vedere (e ovviamente mangiare).

Ho iniziato il mio giro di Saragozza dal Castello dell’Aljafería, uno dei monumenti imperdibili della città e testimonianza architettonica unica del taifa di Saragozza, lo stato islamico indipendente fondato nell’XI secolo, di cui resta l’unica grande testimonianza architettonica. Fu costruito durante il regno musulmano di Al-Muqtadir ed è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. L’architettura in stile ispano-moresco è assolutamente eccezionale. L’Aljaferia si trovava nella periferia di Saragozza, circondato solo da giardini, orti e canali di irrigazione, rievocando l’immagine del paradiso musulmano. Sarà che amo particolarmente lo stile arabo, questo palazzo l’ho amato davvero, tra i soffitti decorati e gli archi che dividono gli spazi. Assolutamente consigliato.

Saragozza: cosa vedere e cosa mangiare sara caulfield
Saragozza: cosa vedere e cosa mangiare sara caulfield

Ho camminato poi verso Plaza del Pilar per vistare sulla strada il Mercado Central di Saragozza, che  però era tristemente in ristrutturazione. Questo mercato al coperto su due piani si trova in un meraviglioso edificio in stile neoclassico, dichiarato monumento storico nazionale. Adoro visitare i mercati locali e cerco di farlo ogni volta che visito un posto nuovo, perché così riesco davvero ad avere uno scorcio della vita della gente del posto, però pazienza, per questa volta nada.

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Lunga la via mi sono fermata a fare merenda al Gran Café Zaragoza, uno dei bar più antichi della città e dall’aspetto meravigliosamente rétro. Questo celebre locale nel cuore del centro storico è una vera e propria istituzione di Saragozza, nonché il luogo ideale per una pausa con la merenda spagnola per eccellenza, i churros con la cioccolata calda. Non mi importava che fuori ci fossero 42 gradi all’ombra, Sara Caulfield non rinuncia ai churros con la cioccolata calda in Spagna. Di sera il Gran Café si trasforma in un posto molto movimentato per bere qualche drink in compagnia.

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Percorrendo poi Calle de Alfonso I sono arrivata dritta dritta a Plaza del Pilar, una splendida piazza che sorge sul fiume Ebro, il fiume che attraversa la città. Le sue dimensioni sono piuttosto notevoli e da qui si possono osservare i luoghi di interesse più emblematici di Saragozza: la Basilica de Nuestra Señora del Pilar, la fontana della Hispanidad, il municipio, il museo Alma Mater e la cattedrale del Salvatore di Saragozza.

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La Basilica de Nuestra Señora del Pilar, appunto affacciata sull’omonima piazza, è un mastodontico edificio in stile barocco. I primi mattoni furono posati dopo che la Vergine Maria apparve all’apostolo San Giacomo seduta su un pilastro (pilar, in spagnolo). Se esternamente ha un aspetto grandioso, gli interni non sono da meno. Si può salire sul punto di osservazione che si trova sulla sommità del campanile per ammirare un fantastico panorama di tutta Saragozza.

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Proprio vicino alla Basilica de Nuestra Señora del Pilar, c’è La Lonja, la massima espressione dell’arte rinascimentale di tutta la regione aragonese. La Lonja, che svolgeva la funzione di borsa e luogo di contrattazione commerciale, fu il risultato di uno sforzo collettivo per ottenere non solo un edificio utile, ma anche bello, talmente bello da essere preso come esempio da parte delle altre città. L’ingresso è libero e va assolutamente visitata per ammirare i suoi incredibili soffitti. Sono fortunatissima, perché quel giorno c’era l’inaugurazione di una mostra fotografica super bella.

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Il Casco Antiguo, ossia la città vecchia, di Saragozza si sviluppa intorno a Plaza del Pilar ed è delimitato da due grandi strade, Avenida Cesar Augusto e Calle del Coso. Le strade labirintiche e i palazzi antichi creano un’atmosfera di altri tempi. Oltre agli innumerevoli musei ed edifici storici, la città vecchia di Saragozza è piena di ristoranti e bar, dove fare una pausa tra una visita e l’altra.

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La mia unica cena a Saragozza l’ho fatta in un ristorante di tapas super tipico e caratteristico, Los Victorinos. Ho mangiato da dio e ho provato di tutto, spendendo pochissimo. Nel quartiere del Tubo ci sono mille locali per mangiare e bere fino a tardi e il giovedì ci sono degli sconti particolari sui drink e sulle tapas.

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In linea di massima, per quanto io non ami la Spagna, Saragozza mi è piaciuta abbastanza, ma solo il centro. Il resto, come dico sempre di tutte le città spagnole viste finora, mi ricorda una grande periferia romana, ma sicuramente vale la pena di passarci una giornata.

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