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Viaggio nel Sultanato del Brunei

Il mio viaggio nel Borneo continua con il sultanato del Brunei, dopo aver trascorso qualche giorno nella vicina Miri, in Malesia. Il Negara Brunei Darussalam (ovvero la terra dove dimora la pace) è un piccolissimo paese situato in mezzo al Borneo malese, reso ricchissimo grazie ai numerosi pozzi di petrolio dislocati su tutto il territorio (il Brunei è infatti posizionato al quinto posto nella lista dei paesi più ricchi al mondo per prodotto interno lordo pro capite, anche se non si direbbe e più avanti vi spiego pure perché).

Sono arrivata nella capitale Bandar Seri Begawan via terra e ho passato il confine con la Malesia in modo veloce e indolore. Una cosa buffa però è successa: uno degli agenti di frontiera del Brunei è salito sul pullman, ha ignorato tutti gli altri passeggeri (malesi o locali del Brunei) ed è venuto dritto da me chiedendomi, vista la mia nazionalità italiana, se avessi del vino (!?) con me: «You’re Italian, right? And are you carrying any wine?» Mi sono trattenuta dal ridergli in faccia, perché la situazione era un po’ comica e gli ho detto che no, non stavo portando nessun vino nello zaino. In Brunei infatti, essendo un paese musulmano, è vietata l’importazione di alcol e carni non halal.

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Il viaggio è proseguito per altre tre ore attraversando quasi il paese per intero, ma il panorama era così interessante che non ho smesso di guardare fuori dal finestrino. Abbiamo fatto una piccola sosta a Seria, una minuscola cittadina a un’ora di distanza dalla capitale Bandar Seri Begawan. A BSB vi consiglio di prendere un albergo in zona super centrale e voi direte «Vabbè, genio.», ma aspettate, ci sono molti validissimi motivi. A BSB dopo le 18 non ci sono più autobus e di taxi nemmeno l’ombra (anche di giorno!), quindi sarà molto difficile spostarvi. Io ho fatto chilometri su chilometri a piedi, un giorno sono arrivata a fare 35.000 passi girando in lungo e in largo la città. Inoltre non c’è molto da vedere e quasi tutto si concentra nella zona centrale.

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La città è piccola e sembra deserta. La foto qui sopra è stata scattata a metà mattina e come potete vedere in strada non c’era nessuno. Mi ha fatto un effetto stranissimo. Non ci sono passanti e circolano pochissime macchine. I negozi sono vuoti, le moschee pure.

Al mattino presto sono stata al mercato Kianggeh e ho capito una cosa: gli abitanti di BSB stanno tutti lì. Altrimenti non si spiega. Il mercato è molto carino, vivace e tutti sono gentili e sorridenti.

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La cosa che desideravo vedere da anni, e che non mi ha affatto deluso, era la splendida moschea Omar Ali Saifuddin, che è un po’ anche il simbolo della città. È una moschea islamica costruita su un lago artificiale a ridosso del fiume Brunei, composta da meravigliosi marmi italiani e cupole dorate.

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Ho preso poi una barchetta da un barcaiolo random e ho attraversato il fiume per raggiungere il Kampong Ayer, ovvero il villaggio sull’acqua. Qui vivono circa 30.000 persone divise in sub villaggi, in un labirinto di passerelle e palafitte che fanno del Kampong Ayer il più grande villaggio sull’acqua del mondo. La maggior parte della gente qui vive in povertà e le norme igieniche sono scarsissime, l’acqua è incredibilmente sporca e inquinata.

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La visita alla residenza del Sultano, l’Istanna Nurul Iman (ovvero il palazzo della luce della fede), è assolutamente inutile, se non avete tempo potete benissimo saltarla, dato che non vedrete altro che il cancello e le guardie che lo pattugliano. Il palazzo del Sultano, nonché sede del governo, è la più grande residenza privata del mondo. Conta 1.788 camere da letto, 257 bagni, una sala per ricevimenti espandibile che può contenere fino a 5.000 ospiti, una moschea per 1.500 persone, un garage da 110 macchine, un stalla con aria condizionata per il 200 pony da polo del Sultano, 5 piscine, 564 lampadari, 44 scalinate e 18 ascensori. Na cosetta, insomma.

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Il mercato notturno di Gadong invece è una tappa immancabile di ogni viaggio a BSB. Apre verso le 16 fino alle 23 e vi consiglio di andare a stomaco vuoto, perché è letteralmente il paradiso del cibo! È un mercato coperto composto da tre corsie di bancarelle che cucinano sul momento cibo squisito, fresco e locale. Io credo di aver mangiato tutto il possibile, nonché il char kway teow più brutto, ma più BUONO della storia dei char kway teow. Sono uscita con una panza mai vista prima, ma felice, molto felice!

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Sulla via del ritorno a piedi, perché a quell’ora non c’erano né bus né taxi, ho fatto una sosta alla moschea Jame’Asr Hassanil Bolkiah, splendida anche questa e meravigliosamente illuminata.

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Dal Brunei ho proseguito il mio viaggio in Borneo verso l’isola malese di Labuan che ho raggiunto via ferry. Il terminal dista un’ora di autobus da BSB e il biglietto per il ferry costa B$17 (€10). Il viaggio verso Labuan dura circa un’ora e prima di imbarcarvi dovrete passare i controlli passaporto e bagagli.
Il prossimo post sarà dedicato proprio a Labuan!

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Prima di chiudere vorrei fare due considerazioni sul Brunei, perché mi ha lasciata un po’ turbata. Avevo grandi aspettative verso questo paese, volevo andarci da sempre e me lo immaginavo completamente diverso. Essendo posizionato al quinto posto nella classifica dei paesi più ricchi al mondo dopo Qatar, Lussemburgo, Singapore e Norvegia mi sarei aspettata un paese visibilmente ricco o almeno simile ai suoi compagni di graduatoria. E invece no. Il Brunei è sporco e apparentemente povero. Per capirci di più ho fatto qualche ricerca, ma praticamente da nessuna parte sul web se ne parla. Possibile che nessuno si sia mai fatto questa domanda? Possibile che nessun giornalista ne abbia mai scritto un articolo? A quanto pare no. Ho cercato quindi di risalire alla possibile causa di questa strana condizione chiarendomi le idee sul Sultano e su come governi il paese.

Il sultanato del Brunei è una monarchia assoluta e di conseguenza tutti i poteri sono esercitati dal Sultano, tale Kebawah Duli Yang Maha Mulia Paduka Seri Baginda Sultan Haji Hassanal Bolkiah Al-Mu’izzaddin Waddaulah ibni Almarhum Sultan Omar Ali Saifuddien Sa’adul Khairi Waddien, per gli amici Hassanal Bolkiah, qui sotto ritratto con la moglie (nonché sua cugina di primo grado). Il Sultano ha dodici figli in totale, frutto delle sue due unioni precedenti e di quella con la moglie attuale. Il suo patrimonio, secondo la rivista Forbes, ammonta attualmente a 22 miliardi di dollari, decretandolo così come il monarca più ricco al mondo. Nel 1997 fu l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 53 miliardi di dollari. La sua ricchezza deriva dal suo totale e assoluto controllo economico del paese e dagli introiti dei numerosi pozzi di petrolio sparsi per il paese. Secondo la costituzione del Brunei il Sultano è il capo dello stato con pieni poteri esecutivi,  nonché Primo ministro, Ministro della Difesa e Ministro delle Finanze. Nel 2006 fu accusato di aver modificato la costituzione in modo da rendersi infallibile sotto la legge del Brunei.

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Leggendo le varie notizie su internet ho capito che non ne avrei ricavato nulla di che, quindi sono andata a fare domande direttamente dalle persone del posto. Ebbene, nemmeno loro mi sono state di aiuto. A quanto pare sembra sia un argomento tabù e che nessuno ne voglia parlare. È sempre così nei paesi poveri e repressi, la popolazione ha paura di dire la sua, come se potesse essere punita per aver espresso un’opinione. L’ultimo giorno a BSB aspettavo che il pullman partisse e uno degli autisti degli autobus mi ha chiesto se stessi viaggiando da sola e da dove venissi. Era l’alba e non avevo troppa voglia di parlare. Poi però ho pensato che quella poteva essere l’ultima occasione per cavare qualche cosa di interessante dalla bocca di un locale e ho cominciato a fargli le domande alle quali cercavo risposte.
Il tizio mi ha detto che la gente qui sopravvive, ci sono molti poveri, i ricchi sono pochi e vivono fuori dalla città nelle loro ville. Le persone normali non possono giocare con la politica, non devono immischiarsi con essa, né con le cose del Sultano. I politici sono corrotti, avidi e traditori (tutto il mondo è paese). Alla mia domanda «Ma il Sultano com’è? È bravo?» Lui ha risposto con un secco ‘no comment’, ma mi ha comunque fatto vedere la foto che si è fatto insieme a lui tutto sorridente durante un evento. Mh, ok. Dice che ci sono telecamere ovunque e che tutto e tutti sono sorvegliati. I cittadini ricevono parecchi benefit dallo stato, per esempio non pagano le tasse, la sanità è gratuita e l’educazione pure, sia nel Brunei, che all’estero, dove il governo copre tutte le spese; una volta finiti gli studi però bisogna tornare a casa e contribuire allo stato. Insomma nemmeno lui si è sbilanciato più di tanto, ha raccontato le cose senza mai andare oltre, senza mai dare un’opinione troppo personale, ma almeno ho potuto sentire qualcosa di vero tramite le parole di un locale.

Questo posto mi ha lasciata un po’ stranita, non ho avvertito grandi vibrazioni, non ho provato grandi emozioni, ma anzi mi ha lasciata con numerosi dubbi e perplessità.
Sono comunque contenta di aver visitato questo paese che sognavo di vedere da tanto tempo e sono pure contenta che mi abbia fatto riflettere, perché altrimenti sai che noia se tutti i posti che visitiamo fossero semplicemente WOW, no?

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4 thoughts on “Viaggio nel Sultanato del Brunei”

  1. No infatti sai che noia..però come si era detto, ci si aspettava una cosa più Dubai, invece sembra più Malesia. Ma va bene così, il mondo è vario, è bello anche vedere che le aspettative non corrispondono sempre alla realtà- anzi, mi sa mai alla realtà. Tutto questo per dire che: interessante questo post sul Brunei!

  2. Molto interessante questo post Sara!Ma quindi dici che non si trovano articoli perche’ i giornalisti faticano ad intervistare le persone/trovare informazioni, oppure che in qualche modo vengano rimossi?
    E’ sempre un piacere leggerti comunque 🙂

    1. Ciao! Ma sai che non lo so? Quel che è certo è che non ho trovato nulla di sostanzioso 🙁 la cosa migliore è sempre parlare con i locals!

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