Itinerario transilvania sara caulfield

Il mio itinerario in Transilvania: giorno 3

Dopo la dovuta introduzione su come affrontare un road trip in Transilvania, qui vi racconto il mio itinerario e le mie tappe. Lo ripeto, perché è doveroso: questo viaggio è stato uno dei più belli, avventurosi e incredibili della mia vita. Andate in Transilvania.

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Il mio itinerario in Transilvania: giorno 3

[leggi anche il giorno 1 e il giorno 2]

Itinerario transilvania sara caulfield day 3

🦇 Sibiu
La sveglia a Sibiu è stata come al solito presto e ho tristemente lasciato la mia città preferita di questo mio viaggio in Transilvania. Mi sono rimessa in macchina alla volta della mia prossima tappa. Per la prima volta in tre giorni ho percorso un pezzo di autostrada.

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🦇 Hășdat
Questa minuscola cittadina non era nel mio itinerario, ho deciso di andarci dal momento che avevo un’ora libera nell’attesa che aprisse il castello Corvino. Ho Googlato cosa avrei potuto fare nei pressi di Hunedoara e ho letto un articolo che diceva: “andate a vedere le particolarissime case di Hășdat, così diverse dalle altre!”. Mi sono detta: «cacchio, vado subito!» e infatti ci sono andata subito. Arrivata lì ho visto un paio di queste stranissime case allineate sulla strada principale, poi sulla destra ho scorto una piccola stradina che portava a una villaggio comporto interamente da queste bizzarre strutture, bellissime, devo dire. Sembrava quasi un complesso di templi nepalesi, non so. Inutile dirvi che mi sono avventurata nel villaggio senza pensarci due volte. Lì per lì non avevo capito assolutamente di cosa si trattasse, poi l’incontro con un paio di brutti ceffi coi denti d’oro, le decorazioni sfarzose tutte intorno a me e i macchinoni parcheggiati in cortile mi hanno fatto capire che forse stavo entrando in un villaggio di zingari. E infatti così era. La maggior parte delle abitazioni erano disabitate e la cosa mi inquietava parecchio. Era case nuove di zecca, ma vuote. Perché? Ho parlato coi brutti ceffi e gli ho chiesto se quelle fossero le loro case e se potessi addentrarmi per fare delle foto. Loro hanno detto di sì e io non me lo sono fatta ripetere due volte. Non mi sentivo completamente a mio agio, devo ammetterlo, e nemmeno super tranquilla, ma ho comunque continuato ad addentrarmi sempre di più nel villaggio. A un certo punto ho incontrato una bambina seduta col nonno fuori da una di queste case e ho attaccato bottone pure con lei. Era molto gentile e parlava inglese abbastanza bene. Col senno di poi forse sarebbe stato meglio farmi gli affari miei e stare lontana da questo posto losco. Ammettiamolo, non è che fosse proprio uno dei posti più sereni e tranquilli del mondo, eh! In realtà sono contenta di essere entrata in un villaggio di zingari in Transilvania e, lo sappiamo tutti, lo rifarei altre mille volte. Mi sono documentata su internet dopo e ho scoperto che quei villaggi appartengono agli zingari e alla loro mafia. Si sono arricchiti tramite la vendita di oro, prostituzione, riciclaggio di denaro, clonazione di carte di credito. Spesso esercitano tutte queste operazioni illecite all’estero e mandano i soldi qui per costruire case lussuosissime senza nemmeno viverci (in alcune). Alla fine sono uscita sana e salva dal villaggio e per me questa è stata una delle avventure più emozionanti di tutto il mio viaggio in Transilvania. Non vi invito ad andarci, eh, però per me ne è valsa tantissimo la pena.

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🦇 Hunedoara – Castello Corvino
Dopo aver rischiato la vita nel villaggio degli zingari mi sono avviata verso il castello Corvino di Hunedoara. Da fuori è bellissimo, rispecchia decisamente l’immaginario di un castello della Transilvania, un po’ tetro e con le torri a punta. Il castello dei Corvino è importante dal punto di vista storico, perché fu fatto erigere da una famiglia importante nella storia della Transilvania e del Regno d’Ungheria, gli Hunyadi (da qui anche il nome alternativo del castello). Anche dal punto di vista architettonico la sua importanza è rilevante, perché riunisce armoniosamente elementi di architettura civile e militare di stampo occidentale, del tardo gotico e del primo rinascimento. Venne utilizzato come residenza fortificata dalla famiglia Corvino e poi come residenza nobiliare per importanti famiglie della Transilvania, fino a quando fu occupato dagli Asburgo e trasformato in deposito di ferro, andando poi in disuso. All’interno è molto bello e ben mantenuto, all’esterno sembra un castello dei racconti dell’orrore. Ovviamente anche questo castello ha centinaia di leggende tramandate da tempi antichi e tuttora narrate. Una delle tante storie riguarda il conte Dracula, che fu tenuto prigioniero nel castello per sette anni.

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🦇 Alba Iulia
Ad Alba Iulia ci si passa sulla strada per Cluj-Napoca, quindi non ci si può non fare un salto. Il suo centro storico è meraviglioso, è una città fortezza a pianta stellare. Fu dichiarata capitale del principato indipendente della Transilvania nel 1641 e nel 1918 la Transilvania annunciò la sua unificazione con la Romania. Due splendide chiese, una ortodossa e una cattolica romana si trovano una accanto all’altra appena si entra in città. Alba Iulia non è grandissima, in un’ora si gira tutta senza problemi. Carine da vedere sono le varie porte d’ingresso, le piazze e la Batthyaneum Library, una biblioteca enorme.

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🦇 Cluj-Napoca
Questa è stata la mia ultima tappa prima di ripartire poche ore dopo. Devo dire che, essendo una città piuttosto grande rispetto a tutte quelle viste in questi tre giorni, è quella che mi è rimasta meno impressa. Cluj è uno dei più importanti centri accademici, culturali e industriali della Romania. Il suo multiculturalismo secolare  si nota dalla sua architettura, dalla sua cultura e tuttora dalle centinaia di ragazzi che vengono a studiare presso la sua università. Passeggiando per la città troviamo un armonioso mix di edifici barocchi, gotici, rinascimentali e neoclassici. Molto bella la chiesa di San Michele, un po’ il simbolo della città. Dalla fine del XVIII secolo Cluj Napoca è il capoluogo della Transilvania e oggi è una città moderna super vivace. Mentre camminavo per le vie del centro sono entrata per caso in una chiesa dalla quale sentivo provenire dei canti. Si tratta della Schimbarea la Față, una cattedrale ortodossa il cui interno è completamente ricoperto di mosaici dorati opera del famoso artista padre Ivan Marko Rupnik. Dire che siano una meraviglia è dire poco. Mai visto nulla del genere prima. La cattedrale è piccolina, ma quasi brilla anche al buio per via di tutti quei tasselli dorati. Se passate per Cluj dovete assolutamente visitarla.

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In conclusione di questa serie di articoli sul mio viaggio on the road da sola mi sento solo di ripetere: andate in Transilvania, è tutto meraviglioso.

E poi, ovviamente, numa numa iei!

3 thoughts on “Il mio itinerario in Transilvania: giorno 3”

  1. Un altro bellissimo reportage, Sara! Non avrei mai pensato di dirlo, ma mi hai fatto venire voglia di andare in Transilvania 😛 E come dimenticare il tuo giretto nel quartiere degli zingari..avevo paura per te ahah!

    Ps. Mi pare di capire dalle tue storie e da quello che dici a volte che anche tu sia abbastanza fissata con la pulizia (so che ti porti le infradito sempre per fare la doccia, oppure avevo letto della federa di scorta). Sarebbe interessante magari sapere come ti muovi nella scelta dei posti dove andare a dormire/mangiare proprio in base a questo!
    Un saluto 🙂

    1. Grazie mille Holly 🙂
      Sì, sono abbastanza fissata devo dire, ma solo per la stanza d’albergo, in giro e nei ristoranti sono assolutamente schifosa ahah nel senso che non mi formalizzo, anzi, ho mangiato in posti orrendi dove non so come mai non mi sia presa qualche malattia.
      Un abbraccio!

  2. Arrivato a Fierze beviamo nuovamente al bar, ci salutiamo con tutti e ognuno prende la propria strada, ma la maggior parte dei turisti sbarcati vanno tutti al parco nazionale di  Valbone. Io non ho preso impegni con nessuno e pertanto, modifico nuovamente il mio itinerario.

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